L’INTERPRETE INTERPRETA, IL TRADUTTORE TRADUCE

09/05/2019
Ambra G. Rinaldi Fernández

Un’interpretazione simultanea non è una traduzione simultanea. Ecco perché.

 

La simultanea è tra le modalità di interpretazione più famose. È ben noto che gli interpreti lavorano di solito in cabine isolate traducendo in contemporanea quello che viene detto dall’oratore, quello che invece non tutti sanno (e la stessa Treccani ha fatto un po’ di confusione) è che in realtà quello che viene fatto in cabina non è una traduzione. Infatti, l’interprete interpreta, il traduttore traduce. Semplice, no?

 

Ma cosa significa esattamente? Che differenza c’è tra il lavoro di un interprete in cabina e quello di un traduttore

 

  1. Prima di tutto, i ferri del mestiere. L’interpretazione simultanea si basa sul discorso orale, la traduzione su un testo scritto. L’interprete lavora in una cabina insonorizzata, indossa delle cuffie con cui ascolta quanto viene detto durante la conferenza e con un microfono lo trasmette in tempo reale al parterre in un’altra lingua. Durante il suo lavoro farà ricorso a dei glossari, che avrà preparato durante la delicata e laboriosa fase di studio che precede il convegno. Il traduttore lavora al pc, con l’ausilio di complessi software di traduzione professionale e dizionari. Riceve un testo dal suo committente e lo traduce nella sua lingua madre, riscrivendolo.

 

  1. Il traduttore traduce tutto, l’interprete simultaneista solo quello che è necessario. L’interpretazione simultanea non è una traduzione simultanea perché in cabina il tempo è troppo ridotto per permettere la certosina corrispondenza tra il prototesto e il metatesto, tipica della traduzione. Mentre attiva lobi e sinapsi, l’interprete simultaneista ha solo poche frazioni di secondo per scegliere come filtrare e rielaborare il discorso originale. Il testo orale è sempre ridondante e il suo compito è riprodurre i concetti dell’elocuzione originale, la sostanza, il messaggio, il famoso “succo” del discorso.

 

  1. L’interprete simultaneista lavora con l’unità di senso del discorso, il traduttore con la parola. Nella traduzione si fa un’accurata analisi di ogni singolo vocabolo del testo fonte. Questo non vuol dire che il traduttore traduca parola per parola, ovviamente anche lui dà grande importanza al contesto, ma lo fa in modo diverso, tenendo in alta considerazione la forma originale. Nell’interpretazione simultanea la forma è secondaria, i vocaboli sono solo dei veicoli attraverso cui viene comunicato il senso. L’interprete unirà all’analisi delle parole quella del carico informativo, del dinamismo comunicativo, della catena tema-rema, della forza illocutoria, degli effetti perlocutori e chi più ne ha, più ne metta. Il principio alla base del suo lavoro sarà quello della legge della conservazione della massa: “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.

 

Quindi, morale della favola, un interprete simultaneista non è un traduttore e un traduttore non è un interprete simultaneista. Anche se spesso le due figure coincidono e i professionisti che lavorano in cabina poi in ufficio si trasformano in traduttori, quello che viene fatto in cabina non è una traduzione ma una trasposizione del senso del discorso da una lingua all’altra, basata sulla comprensione e sulla rielaborazione ragionata di quello che l’oratore dice al suo pubblico.

 

 

Autrice: AMBRA G. RINALDI FERNÁNDEZ.

Interprete e traduttrice, sono italo-spagnola e risiedo a Roma. Ho una laurea magistrale con lode in Lingue e Traduzione, un master aziendale in Global Marketing, Communication & Made in Italy e ho concluso gli studi con un corso annuale di specializzazione post-lauream in Interpretariato di Conferenza e Traduzione. Ho completato la mia formazione con lunghi soggiorni all’estero presso la University of Bath nel Regno Unito, l’Universidade Nova de Lisboa in Portogallo e l’Universidad de Salamanca in Spagna. Sono socio aggregato dell’Associazione Nazionale Italiana Traduttori e Interpreti, dell’Unione Italiana Traduttori e Interpreti e sono membro del programma ufficiale di traduzione non-profit per l’iniziativa TED Talks.

Lingue di lavoro: italiano, spagnolo, inglese e portoghese.

Aree di specializzazione: marketing, commerciale e tecnico

Contatti: ambrag.rinaldi@gmail.com, LinkedIn, ProZ, TranslatorsCafé, Twitter: @ambrag.rinaldi